Un successo il convegno a Lucca su “Letteratura e cibo”
Si è concluso nei giorni scorsi il convegno internazione dell’AICL su Letteratura e cibo ospitato dalla città di Lucca. Il convegno è stato organizzato dal comune di Lucca, assessorato alla Pubblica Istruzione, Musei, Biblioteche e Archivi e Pari Opportunità, e dalla Maria Pacini Fazzi editore in Lucca; ha goduto del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento delle Pari Opportunità. È stato inserito nel programma nazionale del Ministero dei Beni Culturali “Ottobre piovono libri”. L’importante appuntamento è stato possibile anche grazie alla sinergia pubblico-privato con l’apporto anche dell’Oleificio Rocchi di Lucca, del Lu.C.C.A Museum di Angelo Parpinelli, l’APT e la Camera di Commercio di Lucca ed il comitato nazionale per le Celebrazioni del centenario di Sandro Penna. Di valore è stata la collaborazione di tutto il personale comunale dell’Agorà e dell’Agenzia di servizi Oasis.
I delegati dell’Associazione dei Critici Letterari provenienti dalla Spagna, Francia, Egitto, Giappone, Grecia, Romania, Venezuela e da numerose città d’Italia (Alghero, Padova, Roma, Genova e Lucca), sono stati ospitati grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ed alla Fondazione IMT nella prestigiosa struttura dell’ex Convento di San Micheletto attuale sede dell’Istituto Internazionale di Studi di Alta Formazione post universitaria. I lavori del convegno sono stati ospitati presso l’Agorà, centro polifunzionale e culturale nella cui sala di lettura rinascimentale sono risuonate le relazioni e gli interventi di un folto pubblico interessato. A conclusione del convegno, la presidente Neria De Giovanni ha conferito la tessera di socio onorario dell'AICL al prof. Paolo Mencacci che ha relazionato sulle tradizioni del cibo nella Lucca del Medioevo. Il convegno non sarebbe stato possibile senza il diretto e fattivo interessamento di Maria Pacini Fazzi (già Commendatore della Repubblica), titolare dell’omonima Casa Editrice attiva a Lucca da oltre 40 anni con più di 1.000 titoli pubblicati e 400 attualmente in catologo. In chiusura dei lavori, la presidente De Giovanni ha presentato in anteprima l'ultimo libro della collana Appunti di viaggio di Maria Pacini Fazzi, Alla tavola di Mariù e Zvanì I cibi pascoliani alla presenza dell'autrice Laura Di Simo e della delegata alla cultura del comune di Barga sede della Casa Pascoli. L’assessora alla P. I. Donatella Buonriposi ha partecipato a tutte le sessioni dimostrando l’interessamento concreto anche del sindaco di Lucca Mauro Favilla. Un importante riconoscimento è stato assegnato a tutti i delegati dell’AICL da parte del Lu.C.C.A Museum: infatti durante la visita alla mostra di Man Ray attualmente ospitata al museo, il presidente Angelo Parpinelli ha conferito ai relatori AICL la pergamena di ambasciatori del Lu.C.C.A Museum nel mondo, iniziando così una onorificienza che il museo intende offrire ai visitatori di importanza nazionale. I lavori del convegno, aperto il 2 ottobre, sono stati inaugurati da un saluto di Corrado Calabrò presidente dell’Autorità per le Comunicazioni che ha offertto al convegno una sua poesia inedita.
Foto n.1: Neria De Giovanni (presidente AICL) e al tavolo da sinistra Kostas Valetas (Grecia), Fawzia Assaad (Egitto) e Ichiro Saito (Giappone).
Foto n.2: al tavolo da sinistra Neria De Giovanni, l'assessora Buonriposi e Maria Pacini Fazzi. Foto di Antonio Mendoza (Venezuela).
Precorrimento
Io li rivedo li rivedo spesso sì li rivedo molte volte in sogno quelli che m’hanno preceduto nel mio passato, a occhi chiusi nel segno della fede.
Una notte quand’ero ragazzino, vedendo in pieno sonno la parete impallidire come avviene all’alba, mi resi conto d’essermi svegliato da tutta un’altra parte del pianeta.
Non osavo guardare il cielo nero per il terrore d’un sole notturno finché capii che bastava spostare indietro le lancette sul quadrante perché ogni cosa tornasse naturale.
Ma perché allora non spostarle avanti?
Io, io vorrei conoscere senza sapere il da farsi come gli animali che preparano il nido, come i veggenti ciechi che leggevano il volo degli uccelli e vedevano in sovrimpressione nei sogni altrui la presto smemorata dimensione di un domani che, a piacere del fato, sarebbe oppure non sarebbe stato.
Io, io… vorrei precorrere il mio tempo in spazi di curvatura pressoché infinita
se esiste un’astronave che mi porti fuori di me a occhi aperti, per quanto m’allontani.
Corrado Calabrò
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